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Regolamento finanziario

Il bilancio consente all'Unione europea (UE) di far fronte al fabbisogno di finanziamento dei programmi e progetti che essa attua in diversi settori politici. Per finanziare le sue spese l'UE dispone di risorse proprie (dazi doganali, prelievi agricoli, imposta sul valore aggiunto (IVA), una risorsa basata sul reddito nazionale lordo (RNL)). Le norme per elaborare ed eseguire il bilancio generale dell’UE sono definite nel regolamento in oggetto.

ATTO

Regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee [Cfr atti modificativi].

SINTESI

Il regolamento in oggetto sostituisce il regolamento finanziario del 1977 allo scopo di soddisfare le esigenze di semplificazione legislativa ed amministrativa e di rigorosità nella gestione delle finanze europee. Il nuovo regolamento finanziario si limita a precisare i grandi principi e le norme di base che disciplinano il bilancio europeo. Le disposizioni tecniche e i dettagli sono stabiliti dal regolamento recante le modalità di esecuzione del regolamento finanziario, adottato dalla Commissione.

Oltre alle norme di base della gestione finanziaria e di bilancio, il regolamento in oggetto stabilisce le norme riguardanti la tenuta della contabilità e la rendicontazione, l'aggiudicazione degli appalti pubblici e la concessione delle sovvenzioni. Inoltre, esso definisce le norme riguardanti la responsabilità degli ordinatori, dei contabili e dei revisori interni e determina le modalità relative al controllo esterno e alla procedura di scarico. Infine, il regolamento stabilisce le disposizioni particolari applicabili al Fondo europeo agricolo di garanzia, ai fondi strutturali, alla ricerca ed alle azioni esterne.

PRINCIPI DI BILANCIO

Il regolamento finanziario ribadisce i principi del diritto finanziario del trattato sul funzionamento dell’UE e limita le eccezioni allo stretto necessario in un contesto rigoroso.

Principi dell'unità e della veridicità del bilancio

Secondo questi principi tutte le entrate e le spese dell’UE sono iscritte nel bilancio. Si tratta delle entrate e delle spese dell’UE, ivi incluse le spese amministrative delle istituzioni relative all'attuazione delle disposizioni del trattato sull'UE nel settore della politica estera e di sicurezza comune (PESC). Le spese di funzionamento nel settore della PESC devono anch’esse essere iscritte quando sono a carico del bilancio dell’UE.

Principio dell'annualità

Questo principio significa che le spese iscritte nel bilancio sono autorizzate per la durata di un solo esercizio finanziario di dodici mesi, dal 1° gennaio al 31 dicembre. Tale norma è attenuata dal mantenimento della distinzione tra stanziamenti dissociati e non dissociati. Infatti, la necessità di realizzare azioni pluriennali impone il ricorso al concetto di stanziamenti dissociati che, al contrario degli stanziamenti non dissociati, danno luogo a stanziamenti d'impegno e stanziamenti di pagamento. Gli stanziamenti d'impegno sono stanziamenti che coprono, durante l'esercizio in corso, il costo totale degli impegni giuridici contratti per azioni la cui attuazione si estende su più di un esercizio. Gli stanziamenti di pagamento coprono le spese derivanti dall'esecuzione di questi impegni durante l'esercizio in corso o gli esercizi precedenti.

Di massima gli stanziamenti non utilizzati entro la fine dell'esercizio per il quale sono stati iscritti nel bilancio vengono annullati. Tuttavia, è possibile il riporto di questi stanziamenti al bilancio dell'esercizio successivo, alle condizioni ed entro i limiti stabiliti dal regolamento. Ciò riguarda gli stanziamenti d'impegno degli stanziamenti dissociati e gli stanziamenti non dissociati non ancora impegnati alla chiusura dell'esercizio, per i quali è stata completata al 31 dicembre la maggior parte delle fasi preparatorie per l'atto dell'impegno o quando l'atto di base che li riguarda è stato adottato nel corso dell'ultimo trimestre dell'esercizio. Gli stanziamenti di pagamento possono essere riportati anche per coprire impegni precedenti o correlati a stanziamenti d'impegno riportati. Gli stanziamenti non dissociati corrispondenti a obblighi regolarmente contratti alla chiusura dell'esercizio sono riportati obbligatoriamente al solo esercizio successivo.

Se il bilancio non è adottato definitivamente all'apertura dell'esercizio, ossia entro il 1° gennaio, il regolamento prevede il ricorso al sistema detto dei "dodicesimi provvisori". In questo caso, le spese possono essere effettuate mensilmente, per capitolo, entro il limite del dodicesimo degli stanziamenti iscritti nel bilancio dell'esercizio precedente.

Principio del pareggio

Questo principio significa che il bilancio deve essere in pareggio tra entrate e spese, in quanto l’UE non è autorizzata a ricorrere a prestiti per coprire le sue spese. Questa disposizione non pregiudica l’assunzione e l’erogazione di prestiti.

Principio dell'unità di conto

Di norma, l'euro è l'unità di conto applicabile alla formazione, all'esecuzione e alla rendicontazione del bilancio europeo. Tuttavia, alcune operazioni possono essere effettuate nelle monete nazionali alle condizioni precisate nel regolamento recante modalità di esecuzione del regolamento finanziario.

Principio dell'universalità

Il principio universalità significa che l'insieme delle entrate copre l'insieme delle spese. Questo principio implica due norme importanti: la non destinazione e la non contrazione.

La norma della non destinazione impedisce che un'entrata specifica finanzi una spesa specifica. Il regolamento finanziario prevede deroghe a questo principio, in particolare per il contributo finanziario degli Stati membri ad alcuni programmi di ricerca, o per le partecipazioni di paesi terzi ad attività dell’UE, per esempio nell'ambito dello Spazio economico europeo.

La norma della non contrazione dispone che non vi può essere contrazione tra entrate e spese, allo scopo di garantire una presentazione esauriente e completa del bilancio. Le entrate e le spese sono quindi iscritte per il loro importo integrale. Sono ammesse solo alcune eccezioni autorizzate dal regolamento finanziario o dalle sue modalità di esecuzione.

Principio della specializzazione

Per evitare confusioni tra i vari stanziamenti, ogni stanziamento deve avere una destinazione determinata ed essere destinato ad una spesa specifica. Il bilancio è strutturato in sezioni, titoli, capitoli, articoli e voci. Tuttavia, poiché per le istituzioni è indispensabile una certa flessibilità di gestione, il regolamento finanziario prevede le norme di storni di stanziamenti. Gli storni possono derivare da un diritto autonomo dell'istituzione o essere soggetti all'informazione preliminare o alla decisione dell'autorità di bilancio (il Consiglio e il Parlamento).

Principio della sana gestione finanziaria

Questo principio è definito in riferimento ai principi di economia, efficienza ed efficacia. L'attuazione di questo principio è disciplinata dalla definizione di obiettivi verificabili, che sono controllati mediante indicatori di efficienza misurabili, allo scopo di passare da una gestione incentrata sui mezzi a una gestione orientata verso i risultati. Le istituzioni devono procedere a valutazioni a priori e a posteriori, secondo gli orientamenti definiti dalla Commissione.

Principio della trasparenza

Si tratta di garantire la trasparenza nella formazione ed esecuzione del bilancio e nella rendicontazione. Questa trasparenza si traduce, tra l'altro, con la pubblicazione del bilancio e dei bilanci rettificativi nella Gazzetta ufficiale dell'UE, entro due mesi dalla data dell'adozione definitiva del bilancio da parte del Parlamento europeo.

FORMAZIONE E STRUTTURA DEL BILANCIO

Formazione del bilancio

Le istituzioni devono elaborare le loro previsioni di spese e di entrate e trasmetterle alla Commissione prima del 1° luglio di ogni anno. Queste previsioni sono trasmesse anche all'autorità di bilancio per informazione.

Entro il 1° settembre di ogni anno la Commissione presenta quindi al Consiglio il progetto preliminare di bilancio, che raggruppa le previsioni di tutte le istituzioni e presenta una sintesi generale delle spese e delle entrate dell’UE. Si può presentare poi al Consiglio una lettera rettificativa, che modifica il progetto preliminare di bilancio.

Il Consiglio e il Parlamento europeo adottano in seguito il bilancio dell’UE in base alla procedura prevista dall’articolo 314 del trattato sul funzionamento dell’UE. Quando questa procedura è completata, il presidente del Parlamento europeo constata l'adozione definitiva del bilancio. A decorrere dalla data della constatazione, gli Stati membri diventano debitori delle somme che devono versare alle condizioni previste dal sistema delle risorse proprie.

Il regolamento finanziario prevede la possibilità, in alcune circostanze eccezionali, di stabilire progetti rettificativi. È stata soppressa la distinzione tra bilanci suppletivi e bilanci rettificativi.

Struttura e presentazione del bilancio

Il bilancio comprende:

  • stato generale delle entrate e delle spese;
  • sezioni divise in stati delle entrate e delle spese per ciascuna istituzione.

Le entrate della Commissione e le entrate e le spese delle altre istituzioni sono inquadrate in titoli, capitoli, articoli e voci secondo la loro natura o la loro destinazione. Lo stato delle spese nella sezione della Commissione è presentato secondo una classificazione basata sulla destinazione degli stanziamenti. Un titolo corrisponde a un settore e un capitolo a un'attività. Il regolamento introduce dunque un metodo di formazione del bilancio per attività o "activity-based budgeting". Il bilancio non può comprendere entrate negative. La sezione del bilancio della Commissione può comprendere una "riserva negativa" dell'importo massimo di 200 milioni di euro, che può riguardare stanziamenti d'impegno e stanziamenti di pagamento.

La sezione della Commissione comprende:

  • una riserva per gli aiuti d'urgenza a favore di paesi terzi;
  • una riserva per il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione.

Il bilancio presenta nello stato generale delle entrate e delle spese:

  • le previsioni di entrate per l'esercizio in oggetto;
  • le entrate previste dell'esercizio precedente e le entrate dell'esercizio n - 2;
  • gli stanziamenti d'impegno e di pagamento per l'esercizio in oggetto e per l'esercizio precedente;
  • le spese impegnate e le spese pagate nel corso dell'esercizio n - 2;
  • il riepilogo degli scadenzari dei pagamenti (da eseguire nel corso degli esercizi successivi);
  • gli opportuni commenti per ciascuna suddivisione.

Il bilancio presenta anche:

  • la tabella dell'organico per ogni sezione del bilancio,
  • le operazioni di assunzione ed erogazione di prestiti,
  • le linee di bilancio, in entrate e spese, necessarie per l’attuazione del Fondo di garanzia per le azioni esterne.

ESECUZIONE DEL BILANCIO

La Commissione esegue il bilancio in entrate e in spese, sotto la propria responsabilità ed entro i limiti degli stanziamenti autorizzati. Per l'esecuzione degli stanziamenti iscritti in bilancio per ogni azione dell’UE deve essere preliminarmente adottato un atto di base (atto di diritto derivato). Tuttavia, possono essere eseguiti senza atto di base:

  • gli stanziamenti relativi a progetti pilota di natura sperimentale intesi ad accertare la fattibilità e l'utilità di un'azione;
  • gli stanziamenti relativi ad azioni preparatorie, intese ad elaborare proposte per l'adozione di azioni future;
  • gli stanziamenti relativi ad azioni di natura puntuale o permanente, effettuate dalla Commissione in esecuzione di compiti connessi con le sue prerogative istituzionali in virtù del trattato sull’UE e del trattato sul funzionamento dell’UE diverse dal suo diritto d'iniziativa legislativa, ed anche in esecuzione di competenze specifiche attribuitele da tali trattati;
  • gli stanziamenti destinati al funzionamento di ogni istituzione, in virtù della sua autonomia amministrativa.

Metodi di esecuzione

La Commissione esegue il bilancio secondo i seguenti metodi:

  • gestione centralizzata.
    Le funzioni di esecuzione sono esercitate o direttamente dai suoi servizi o indirettamente da agenzie esecutive istituite dalla Commissione, da organismi istituiti dall’UE, purché le loro attività siano compatibili con quelle definite dall'atto di base, o, a determinate condizioni, da organismi nazionali pubblici o da entità di diritto privato cui sono state affidate attribuzioni di servizio pubblico.
  • gestione concorrente o gestione decentrata.
    Le funzioni di esecuzione sono affidate agli Stati membri (gestione concorrente) o a paesi terzi (gestione decentrata). La Commissione ricorre a procedure di liquidazione dei conti o a meccanismi di rettifiche finanziarie che le permettano di assumere la responsabilità finale nell'esecuzione del bilancio.
  • gestione congiunta con organizzazioni internazionali.
    Alcune funzioni di esecuzione sono affidate ad organizzazioni internazionali.

Inoltre, la responsabilità della Commissione in materia di esecuzione del bilancio le impedisce di delegare funzioni di pubblici poteri che comportino facoltà di apprezzamento discrezionale tali da esprimere scelte politiche. Quindi gli organismi di diritto privato, ad esclusione di quelli ai quali è attribuita una funzione di servizio pubblico, possono soltanto prestare servizi di perizia tecnica oppure eseguire compiti preparatori o accessori.

Agenti finanziari

Vige il principio della separazione delle funzioni. Pertanto, le funzioni di ordinatore e di contabile sono separate e tra loro incompatibili.

L'ordinatore è incaricato di eseguire le entrate e le spese secondo i principi della sana gestione finanziaria e di garantirne la legittimità e la regolarità. Tale funzione è esercitata dall'istituzione stessa, la quale stabilisce nelle proprie regole amministrative interne gli agenti di livello adeguato ai quali essa delega questa funzione (ordinatori delegati). L'ordinatore predispone la struttura organizzativa ed i sistemi e procedure di gestione e controllo interni adeguati all'esecuzione delle sue funzioni.

Ogni istituzione nomina un contabile che è incaricato di:

  • provvedere alla corretta esecuzione dei pagamenti, all'incasso delle entrate ed al recupero dei crediti accertati;
  • preparare e presentare i conti;
  • tenere la contabilità;
  • definire le norme e metodi contabili ed il piano contabile;
  • definire e convalidare i sistemi contabili e, se necessario, convalidare i sistemi stabiliti dall'ordinatore e intesi a fornire o giustificare informazioni contabili;
  • provvedere alla gestione della tesoreria.

Inoltre, possono essere create delle casse di anticipi in vista dell’incasso di alcune entrate e per il pagamento di spese di importo limitato. Gli amministratori degli anticipi vengono in tal caso designati dal contabile dell’istituzione.

Responsabilità degli agenti finanziari

Fatte salve eventuali misure disciplinari, ogni ordinatore, contabile o amministratore degli anticipi può in qualsiasi momento essere sospeso, temporaneamente o definitivamente, delle sue funzioni. Ogni ordinatore, contabile o amministratore degli anticipi è responsabile sotto il profilo disciplinare e finanziario, alle condizioni previste dallo statuto. Ogni istituzione crea un organo specializzato in materia d'irregolarità finanziarie, incaricato di accertare l'esistenza d'irregolarità e le loro eventuali conseguenze.

Operazioni di entrata

Le entrate costituite dalle risorse proprie formano oggetto di una previsione iscritta nel bilancio, indicata in euro, e sono messe a disposizione a norma di un regolamento specifico.

Ogni misura o situazione tale da far sorgere o da modificare un credito dell’UE forma oggetto in via preliminare di una previsione di credito da parte dell'ordinatore competente. A titolo di deroga, le risorse proprie versate a scadenze fisse dagli Stati membri formano oggetto non di una previsione preliminare di credito, ma di un ordine di riscossione emesso dall'ordinatore competente.

L'ordinatore procede in seguito all'accertamento dei crediti:

  • verificando l'esistenza dei debiti a carico del debitore;
  • determinando o verificando l'esistenza e l'importo del debito;
  • verificando l'esigibilità del debito.

L'ordinazione delle spese è l'atto mediante il quale l'ordinatore competente, previa verifica della disponibilità degli stanziamenti, dà al contabile, emettendo un ordine di pagamento, l'istruzione di pagare l'importo della spesa di cui ha effettuato la liquidazione.

Il contabile prende a carico gli ordini di riscossione dei crediti debitamente stabiliti dall’ordinatore competente. Il contabile procede al recupero mediante compensazione e a debita concorrenza dei crediti dell’UE, se il debitore è titolare di un credito certo, liquido e esigibile nei confronti dell'UE. Quando l’ordinatore delegato competente intenda rinunciare a recuperare un credito accertato, si assicura che la rinuncia sia regolare e conforme ai principi di una sana gestione finanziaria e di proporzionalità.

Operazioni di spesa

Tutte le spese sono oggetto di un impegno, di una liquidazione, dell’emissione di un ordine di pagamento e di un pagamento. Tranne nel caso degli stanziamenti che possono essere eseguiti senza atto di base, l’impegno della spesa è preceduto da una decisione di finanziamento adottata dall’istituzione o dalle autorità da questa delegate.

L'impegno di bilancio consiste nell’operazione di riserva degli stanziamenti necessari all’esecuzione di successivi pagamenti in esecuzione di un impegno giuridico. L'impegno giuridico è l’atto con il quale l’ordinatore crea o constata un’obbligazione dalla quale deriva un onere. L'impegno di bilancio e l’impegno giuridico sono adottati dallo stesso ordinatore, salvo casi debitamente giustificati, previsti dalle modalità di esecuzione.

La liquidazione di una spesa è l’atto dell’ordinatore competente avente il seguente oggetto:

  • verifica dell’esistenza dei diritti del creditore;
  • determinazione o verifica dell’esistenza e dell’importo del credito;
  • verifica delle condizioni di esigibilità del credito.

L'ordinazione delle spese è l’atto con il quale l’ordinatore competente, previa verifica della disponibilità degli stanziamenti, dà al contabile, mediante l’emissione di un ordine di pagamento, l'istruzione di pagare l’importo della spesa di cui ha effettuato la liquidazione.

Il pagamento delle spese deve basarsi sulla prova che l'azione corrispondente è conforme alle disposizioni dell'atto di base o del contratto, e si concreta in una o più delle seguenti operazioni:

  • il pagamento della totalità degli importi dovuti;
  • il pagamento degli importi dovuti, secondo le seguenti modalità: prefinanziamento, eventualmente frazionato in più versamenti; uno o più pagamenti intermedi; pagamento a saldo degli importi dovuti.

I termini temporali per le operazioni di spesa sono determinati dalle modalità di esecuzione, che precisano anche le condizioni alle quali i creditori pagati in ritardo possono esigere interessi di mora a carico della linea alla quale è imputata la spesa in capitale.

Il revisore contabile interno

Ogni istituzione crea una funzione di revisione contabile interna, che deve essere esercitata nel rispetto delle pertinenti norme internazionali. Il revisore contabile interno non può essere né ordinatore né contabile, è nominato dall'istituzione, risponde a questa della verifica del buon funzionamento dei sistemi e procedure di esecuzione del bilancio, senza esercitare la funzione di controllo di tali operazioni prima delle decisioni degli ordinatori. La funzione di controllo spetta ormai esclusivamente agli ordinatori.

Il revisore contabile interno consiglia la propria istituzione riguardo al controllo dei rischi, esprimendo pareri indipendenti sulla qualità dei sistemi di gestione e di controllo. Può altresì formulare raccomandazioni intese a migliorare le condizioni di esecuzione delle operazioni ed a promuovere la sana gestione finanziaria.

ORGANIZZAZIONE DEGLI APPALTI PUBBLICI

Gli appalti pubblici sono contratti a titolo oneroso conclusi tra un’istituzione europea e un operatore economico. L’istituzione europea è designata come amministrazione aggiudicatrice. Nell’ambito delle azioni esterne, e a determinate condizioni, la funzione di amministrazione aggiudicatrice può anche essere estesa a organismi di diritto pubblico nazionale o internazionale.

Il regolamento determina quindi il campo di applicazione ed i principi fondamentali che disciplinano l'organizzazione degli appalti pubblici e stabilisce gli obblighi di pubblicità e le procedure di aggiudicazione degli appalti. Tutti gli appalti devono formare oggetto di un contratto concluso per iscritto da un'amministrazione aggiudicatrice per proprio conto o per conto di un terzo beneficiario, oppure, nel settore delle azioni esterne, da un beneficiario o da un terzo da questi delegato.

Ai fini della trasparenza, la Commissione ha l'obbligo di rendere nota la sua scelta a tutti i candidati ed offerenti. Le persone che forniscono informazioni ingannevoli o fraudolente o che si trovano in situazione di conflitto d'interessi possono essere escluse dall'appalto. Le informazioni che le riguardano sono immesse in una base di dati accessibile anche alle altre istituzioni europee.

SOVVENZIONI

Il regolamento determina il campo d'applicazione delle sovvenzioni, la procedura di concessione, il pagamento e il controllo. Le sovvenzioni sono contributi finanziari diretti a carico del bilancio, accordati a fondo perduto allo scopo di finanziare:

  • un'azione volta a promuovere il conseguimento di un obiettivo nell'ambito di una politica dell'Unione europea;
  • oppure il funzionamento di un organismo che persegue uno scopo d'interesse generale europeo o un obiettivo nell'ambito di una politica dell'Unione europea.

La concessione delle sovvenzioni deve rispettare i principi della trasparenza, della parità di trattamento, del divieto di cumulo e retroattività e del cofinanziamento. Inoltre, la sovvenzione non può dar luogo a un profitto per il beneficiario. Tutte le sovvenzioni concesse formano oggetto di pubblicazione annuale, nel rispetto delle esigenze di riservatezza e di sicurezza.

RENDICONTAZIONE E CONTABILITÀ

I conti dell’UE comprendono:

  • gli stati finanziari delle istituzioni;
  • gli stati finanziari consolidati, che presentano in forma aggregata le informazioni finanziarie contenute negli stati finanziari delle istituzioni;
  • le relazioni sull'esecuzione del bilancio delle istituzioni e dei bilanci degli organismi istituiti dall’UE;
  • le relazioni consolidate sull'esecuzione del bilancio.

La Corte dei conti formula entro il 15 giugno le sue osservazioni sui conti provvisori di ogni istituzione e organismo. Ogni istituzione e organismo elabora i rispettivi conti definitivi sotto la propria responsabilità e, entro il 1° luglio successivo all'esercizio chiuso, li trasmette al contabile della Commissione e alla Corte dei conti, per l'elaborazione dei conti consolidati definitivi.

La Commissione approva i conti consolidati definitivi e, entro il 31 luglio successivo all'esercizio chiuso, li trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti. I conti consolidati definitivi sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'UE entro il 15 novembre successivo all'esercizio chiuso, corredati dalla dichiarazione di affidabilità emessa dalla Corte dei conti. La Commissione comunica regolarmente al Parlamento europeo e al Consiglio le informazioni sul bilancio in corso di esecuzione.

La contabilità delle istituzioni è il sistema di organizzazione dell'informazione finanziaria e di bilancio che permette di raccogliere, classificare e registrare dati in cifre. La contabilità si compone di una contabilità generale e di una contabilità di bilancio. Le due contabilità sono tenute per anno civile, in euro.

Il contabile della Commissione, previa consultazione dei contabili delle altre istituzioni e degli organismi istituiti dall’UE, stabilisce le norme e metodi contabili e il piano contabile armonizzato che tutte le istituzioni, uffici e organismi europei devono utilizzare. Queste norme e metodi sono stabiliti sul modello delle norme contabili internazionalmente ammesse per il settore pubblico, dalle quali il contabile può discostarsi quando ciò sia giustificato dalla natura particolare delle attività dell’UE.

CONTROLLO ESTERNO E DISCARICO

Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione informano con la massima tempestività la Corte dei conti, che è incaricata del controllo esterno, di tutte le decisioni e di tutti gli atti da essi emanati in materia finanziaria. La Corte dei conti esamina la legittimità e la regolarità delle entrate e delle spese in base alle disposizioni dei trattati, del bilancio, del regolamento finanziario, delle modalità di esecuzione e di tutti gli atti emanati in esecuzione dei trattati.

Le istituzioni europee, gli organismi che gestiscono entrate o spese a nome dell’UE ed i beneficiari finali dei pagamenti effettuati a carico del bilancio tengono a disposizione della Corte dei conti:

  • tutti i documenti relativi all'aggiudicazione e all'esecuzione degli appalti finanziati dal bilancio europeo e ogni conto relativo a movimenti di denaro e di materiali;
  • tutti i documenti contabili o giustificativi e i relativi documenti amministrativi;
  • tutta la documentazione relativa alle entrate e alle spese dell’UE;
  • ogni inventario e organigramma che la Corte dei conti ritenga necessari per verificare, in base a documenti o sul posto, la relazione sul risultato dell'esecuzione finanziaria e del bilancio;
  • tutti i documenti e dati elaborati o conservati su supporto magnetico.

Dopo un dialogo con le altre istituzioni, la Corte dei conti redige la relazione annuale, seguita da una relazione speciale comprendente la valutazione della gestione finanziaria.

In base a una raccomandazione del Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata, il Parlamento europeo dà atto alla Commissione, entro il 15 maggio dell'anno n + 2, dell'esecuzione del bilancio dell'esercizio n. La decisione di discarico riguarda i conti della totalità delle entrate e delle spese dell’UE, il relativo saldo e l'attivo e il passivo dell’UE indicati nel bilancio finanziario.

DISPOSIZIONI PARTICOLARI

Il regolamento stabilisce alcune disposizioni di deroga applicabili alla gestione finanziaria:

  • del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA);
  • del Fondo sociale europeo (FSE), del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo di coesione, del Fondo europeo della pesca e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR);
  • degli stanziamenti di ricerca e sviluppo tecnologico;
  • delle azioni esterne finanziate dal bilancio;
  • degli uffici europei (strutture amministrative create da una o più istituzioni per svolgere funzioni orizzontali specifiche);
  • degli stanziamenti amministrativi.

DISPOSIZIONI FINALI

Le disposizioni finali prevedono in particolare quanto segue:

  • la Commissione adotta le modalità di esecuzione del regolamento finanziario;
  • ogni tre anni, od ogniqualvolta risulti necessario, si procede al riesame del regolamento finanziario;
  • la Commissione adotta un regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti dall’UE, dotati di personalità giuridica, che ricevano effettivamente sovvenzioni a carico del bilancio.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Regolamento (CE, EURATOM)
n. 1605/2002

1.1.2003

-

GU L 248 del 16.9.2002

Atto(i) modificatore(i)Data di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale

Regolamento (CE, EURATOM)
n. 1995/2006

19.1.2007

-

GU L 390 del 30.12.2006

Regolamento (CE) n. 1525/2007

27.12.2007

-

GU L 343 del 27.12.2007

Regolamento (UE, Euratom) n. 1081/2010

29.11.2010

-

GU L 311 del 26.11.2010

ATTI COLLEGATI

Regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, recante modalità di esecuzione del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee [Gazzetta ufficiale L 357 del 31.12.2002].
Scopo di tale regolamento è completare il nuovo regolamento finanziario e tradurre in norme concrete i principi e le definizioni. Esso stabilisce dunque le norme di gestione finanziaria vere e proprie poiché il nuovo regolamento finanziario è stato semplificato rispetto al regolamento finanziario del 1977 in modo da rinviare alle modalità di esecuzione tutte le disposizioni dettagliate.

Ultima modifica: 08.04.2011

Vedi anche

  • Per informazioni supplementari, consultare il sito Internet della direzione generale Bilancio (DE) (EN) (FR)
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