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Produzione e etichettatura dei prodotti biologici

L’armonizzazione della produzione, dell’etichettatura e del controllo dei prodotti biologici garantisce condizioni di concorrenza leale tra i produttori e stimola la fiducia dei consumatori, sempre più numerosi in Europa.

ATTO

Regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio, del 28 giugno 2007, relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (CEE) n. 2092/91 [Cfr atto(i) modificatore(i)].

SINTESI

Il presente regolamento fissa un nuovo quadro normativo per i prodotti biologici, stabilisce gli obiettivi e i principi applicabili a questo tipo di produzione e illustra le norme che disciplinano la produzione, l’etichettatura, i controlli e gli scambi con i paesi terzi. Il regolamento sarà applicabile a decorrere dal 1° gennaio 2009.

Campo di applicazione

Il quadro istituito dal regolamento disciplina:

  • i prodotti agricoli (compresi i prodotti dell’acquacoltura) non trasformati o destinati all’alimentazione umana;
  • i mangimi;
  • il materiale di propagazione vegetativa e le sementi per la coltivazione;
  • i lieviti utilizzati come alimenti o come mangimi.

Il regolamento contiene gli obiettivi e i principi generali che costituiscono la base dell’agricoltura biologica. Gli obiettivi comprendono la sostenibilità e la qualità della produzione agricola, che deve rispondere alle esigenze dei consumatori. I principi generali riguardano, in particolare, i metodi di produzione specifici, l’impiego delle risorse naturali e la rigorosa limitazione dell’uso di fattori di produzione ottenuti per sintesi chimica. Il regolamento definisce inoltre principi specifici applicabili all’agricoltura, alla trasformazione degli alimenti biologici e ai mangimi biologici.

Norme di produzione

Le norme generali di produzione biologica vietano l’uso di qualsiasi tipo di organismo geneticamente modificato (OGM). Le norme in materia di etichettatura degli alimenti consentono agli operatori di vigilare sul rispetto di tale divieto. È altresì vietato l’uso di radiazioni ionizzanti per il trattamento degli alimenti.

Gli operatori che intendono far coesistere i due tipi di produzione agricola (biologica e non biologica) devono mantenere separati gli animali e i terreni.

La produzione vegetale biologica deve rispettare una serie di norme riguardanti:

  • i trattamenti del suolo, che devono rispettarne la vita e la fertilità naturale;
  • la prevenzione dei danni, che deve essere basata su metodi naturali, con la possibilità di ricorrere a un numero limitato di prodotti fitosanitari autorizzati dalla Commissione;
  • le sementi e i materiali di propagazione vegetativa, che devono essere prodotti secondo il metodo biologico;
  • i prodotti per la pulizia, che devono essere autorizzati dalla Commissione.

Anche i vegetali selvatici raccolti in determinate zone sono classificati come prodotti biologici, sempre che rispondano a una serie di requisiti in materia di raccolta e di zona di provenienza. Analogamente, le alghe marine sono assimilabili a prodotti biologici subordinatamente al rispetto di determinate condizioni riguardanti la zona di produzione e la raccolta.

La produzione animale biologica deve rispettare una serie di norme riguardanti:

  • l’origine degli animali, che devono essere nati ed essere stati allevati in aziende biologiche;
  • le pratiche zootecniche, con particolare riguardo a determinate condizioni di stabulazione degli animali;
  • la riproduzione degli animali, che di norma deve avvenire con metodi naturali;
  • i mangimi, che devono essere di origine biologica;
  • la prevenzione delle malattie;
  • la pulizia e la disinfezione, per le quali devono essere utilizzati esclusivamente prodotti autorizzati dalla Commissione.

Analoghe norme specifiche si applicano alla produzione di animali d’acquacoltura.

La Commissione autorizza l’impiego di un numero limitato di prodotti e di sostanze nell’agricoltura biologica. Si tratta di prodotti fitosanitari o di prodotti destinati all’alimentazione degli animali e alla pulizia degli impianti utilizzati per la produzione animale e vegetale. La Commissione può inoltre fissare le condizioni e i limiti per l’utilizzo di tali prodotti.

Le aziende che avviano un’attività di produzione biologica devono completare un periodo di conversione disciplinato dalle norme fissate dal regolamento.

I mangimi biologici trasformati devono essere composti da materie prime biologiche e non possono essere trasformati con l’ausilio di solventi ottenuti per sintesi chimica. Gli alimenti trasformati devono essere principalmente costituiti da ingredienti di origine agricola. L’aggiunta di altri ingredienti è subordinata a un’autorizzazione della Commissione. I lieviti biologici devono essere ottenuti da substrati biologici e da altri ingredienti autorizzati.

La Commissione può concedere eccezioni alle disposizioni riguardanti gli obiettivi, le norme di produzione e l’etichettatura. Si tratta tuttavia di eccezioni limitate nel tempo e riservate a determinati casi particolari.

Etichettatura

Abbreviazioni quali “eco” e “bio” possono essere utilizzate nell’etichettatura, nella pubblicità e nei documenti commerciali per caratterizzare un prodotto biologico, i suoi ingredienti o le sue materie prime.

L’etichettatura di un prodotto biologico deve essere facilmente visibile sull’imballaggio e contenere un riferimento all’organismo di controllo che certifica il prodotto.

A partire dal 1° luglio 2010, l’utilizzo del logo dell’Unione europea sui prodotti alimentari provenienti da agricoltura biologica sarà obbligatorio, nonché l’indicazione del luogo di provenienza delle materie prime che compongono il prodotto. Tale indicazione dovrà figurare nello stesso campo visivo del logo comunitario.

Controlli

Il rispetto delle disposizioni del presente regolamento è garantito da un regime di controllo basato sul regolamento (CE) n. 882/2004 e sulle misure precauzionali e di controllo stabilite dalla Commissione. Il regime di controllo consente di garantire la tracciabilità degli alimenti in conformità di quanto disposto dal regolamento (CE) n. 178/2002.

La natura e la frequenza dei controlli sono determinate in base a una valutazione del rischio di infrazioni. I controlli sono gestiti dalle autorità designate dagli Stati membri che, nel rispetto di determinate condizioni, possono delegare compiti di controllo ad organismi accreditati, ferma restando la loro competenza esclusiva in materia di supervisione dei controlli e di delega. Gli Stati membri comunicano periodicamente alla Commissione l’elenco delle autorità e degli organismi di controllo (elenco degli organismi o delle autorità responsabili del controllo pubblicato nel 2007 ).

Prima che un prodotto biologico sia immesso sul mercato, tali autorità devono inoltre controllare le attività di tutti gli operatori coinvolti nella sua commercializzazione. Al termine del controllo, all’operatore è rilasciato un documento giustificativo che certifica il rispetto delle disposizioni del regolamento. Nel caso in cui vengano constatate irregolarità, l’autorità di controllo si accerta che l’etichettatura dei prodotti considerati non contenga alcun riferimento al metodo di produzione biologico.

Scambi con i paesi terzi

Anche i prodotti provenienti da paesi terzi possono essere immessi sul mercato comunitario come prodotti biologici purché siano conformi alle disposizioni del presente regolamento e siano stati sottoposti a controllo da parte di un organismo riconosciuto dalla Comunità europea o di un organismo di controllo accreditato.

Commercializzazione e sorveglianza statistica

La commercializzazione di un prodotto biologico non può in alcun modo essere limitata o impedita da autorità di uno Stato membro diverse dall’autorità che ha controllato il prodotto.

La Commissione esercita una sorveglianza statistica sulla base dei dati forniti dagli Stati membri. Il comitato permanente per l’agricoltura biologica (EN) assiste la Commissione nell’elaborazione delle politiche in materia di agricoltura biologica.

Contesto

Il presente regolamento fa parte di una serie di iniziative a favore dell’agricoltura biologica, tra le quali figura il piano d’azione europeo per l’agricoltura biologica e gli alimenti biologici adottato dalla Commissione nel 2004.

Il primo quadro legislativo per la produzione biologica è stato fissato nel 1991 con il regolamento (CE) n. 2092/91. Tale regolamento ha successivamente subito diverse modifiche, rese necessarie dell’importanza crescente della produzione biologica in tutti gli Stati membri (secondo le stime, il settore ha registrato una crescita annua del 25 % circa tra il 1993 e il 1998 e del 30 % successivamente al 1998). Un rapporto sulla produzione biologica sarà pubblicato entro la fine del 2011.

RIFERIMENTI

AttoData di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Regolamento (CE) n. 834/2007

27.7.2007

-

GU L 189 del 20.7.2007

Atto(i) modificatore(i)Data di entrata in vigoreTermine ultimo per il recepimento negli Stati membriGazzetta ufficiale
Regolamento (CE) n. 967/2008

10.10.2008

-

GU L 264 del 3.10.2008

ATTI COLLEGATI

Modalità di applicazione

Regolamento (CE) n. 889/2008 della Commissione, del 5 settembre 2008 , recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici, per quanto riguarda la produzione biologica, l'etichettatura e i controlli [Gazzetta ufficiale L 250 del 18.9.2008].

Ultima modifica: 20.11.2008
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