EUROPA - Il Garante europeo della protezione dei dati

La figura del Garante europeo della protezione dei dati (GEPD) è stata istituita nel 2001. Suo compito è garantire il rispetto del diritto alla vita privata nel trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organi dell’UE.

Di cosa si occupa il GEPD

Nel trattare dati personali relativi a una persona fisica identificabile, le istituzioni e gli organi dell’UE sono tenuti a rispettare il diritto alla vita privata di quella persona. Il GEPD vigila sul rispetto di tale obbligo e fornisce consulenza alle istituzioni e agli organi dell’Unione su tutti gli aspetti inerenti al trattamento dei dati.

Con “trattamento” si indicano attività quali la raccolta, la registrazione e la conservazione delle informazioni, il loro reperimento a fini di consultazione, la diffusione presso altri soggetti, nonché il blocco, la cancellazione o la distruzione dei dati.

Queste attività sono disciplinate da norme severe in materia di tutela della vita privata. Le istituzioni e gli organi comunitari, per esempio, non sono autorizzati a trattare dati personali relativi all’origine razziale o etnica, alle opinioni politiche, alle convinzioni religiose o filosofiche o all’appartenenza sindacale, né possono trattare dati inerenti alla salute o alla vita sessuale della persona, a meno che tali dati non siano necessari a fini sanitari. Anche in questo caso, il trattamento dei dati deve essere effettuato da un professionista in campo sanitario o da altra persona vincolata al segreto professionale.

Al fine di garantire l’applicazione delle disposizioni in materia di tutela della vita privata, il GEPD opera in collaborazione con i responsabili della protezione dei dati di ogni istituzione e organo dell’UE.

Nel 2009 Peter Hustnix è stato rinominato garante europeo della protezione dei dati, mentre Giovanni Buttarelli ha assunto la carica di garante aggiunto. Il loro mandato scadrà nel gennaio 2014.

Quali benefici può garantire il GEPD

Se un cittadino ha motivo di credere che un'istituzione o un organo dell'UE abbia violato il suo diritto alla sua privacy, deve presentare denuncia alla persona responsabile dell'elaborazione dei dati in questione. Se non è soddisfatto del risultato della sua denuncia, deve contattare il funzionario incaricato della protezione dei dati responsabile (i nomi si trovano sul sito del GEPD). Può inoltre presentare denuncia al Garante europeo della protezione dei dati, che prende in esame il reclamo e comunica al ricorrente nel più breve tempo possibile se è d’accordo con l’esposto e, in caso affermativo, in che modo intende porre rimedio alla situazione. Il Garante europeo può decidere, per esempio, di trasmettere all’istituzione o all’organo interessato l’ordine di correggere, bloccare, cancellare o distruggere qualsiasi dato oggetto di trattamento illecito.

Se il ricorrente non è d’accordo con la decisone del Garante, può deferire la questione alla Corte di giustizia.


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