Robert Schuman (1886-1963)
Robert Schuman, uomo politico, apprezzato avvocato e ministro degli
Esteri francese tra il 1948 e il 1952, è considerato uno dei padri fondatori
dell’unità europea.
Originario della regione dell’Alsazia-Lorena, sul confine franco-tedesco,
nonostante le esperienze vissute nella Germania nazista, o forse proprio
grazie ad esse, si rese conto che l’unità dell’Europa avrebbe potuto basarsi
solo su una riconciliazione duratura con la Germania. Deportato in Germania
nel 1940, due anni dopo riuscì a fuggire e si unì alla resistenza francese.
Malgrado questa esperienza non mostrò alcun risentimento quando, dopo la
guerra, assunse la carica di ministro degli Esteri.
In collaborazione con Jean Monnet redasse il famoso piano Schuman
pubblicato il 9 maggio 1950, giorno che oggi è considerato la data di
nascita dell’Unione europea. Schuman proponeva nel piano il controllo
congiunto della produzione di carbone e acciaio, le principali materie prime
per l’industria degli armamenti. L’idea di base era che chi non dispone
liberamente del carbone e dell’acciaio non è più in grado di condurre una
guerra”.
Schuman informò del suo piano il cancelliere tedesco Adenauer, che subito
vi riconobbe un’opportunità per la pace in Europa e lo accolse
favorevolmente. Poco tempo dopo reagirono anche i governi di Italia, Belgio,
Lussemburgo e Paesi Bassi. I sei Stati firmarono l’accordo per la creazione
della Comunità europea del carbone e dell’acciaio a Parigi, nell’aprile del
1951. In questo senso, l’Europa si fonda su un’iniziativa di pace.
Schuman sostenne inoltre la formulazione di una politica europea di
difesa comune e fu presidente del Parlamento europeo dal 1958 al 1960.