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Il personale delle istituzioni europee e i media che si occupano delle
attività dell’UE utilizzano spesso il cosiddetto "gergo europeo", ovvero
parole ed espressioni comprensibili soltanto a loro. Il gergo europeo può
causare confusione nei comuni cittadini. Per questo motivo abbiamo deciso di
stilare una "guida alla comprensione del gergo europeo".
Avvertenza: la presente guida non riporta né i termini
utilizzati in ambito puramente tecnico o giuridico, né il gergo utilizzato
soltanto in una lingua. Per una spiegazione dei termini tecnici e giuridici,
consultare il "glossario",
che si trova su un altro sito, più tecnico.
Per qualsiasi osservazione
sull’utilità di questa guida o
suggerimenti circa altri termini
del gergo europeo che dovrebbero
esservi inseriti, si prega di
contattarci mediante
il modulo apposito.
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- Acquis comunitario:
- è un termine francese che significa,
sostanzialmente, "l’UE così com’è" – in altre parole, i diritti e gli obblighi
che i paesi dell’UE condividono. L’"acquis" comprende tutti i trattati e le
leggi, le dichiarazioni e le risoluzioni, gli accordi internazionali in materie
di competenza dell’UE e le sentenze pronunciate dalla Corte di giustizia.
Comprende inoltre le iniziative prese congiuntamente dai governi dell’UE nei
settori "giustizia e affari interni" e "politica estera e di sicurezza comune".
"Accettare l’acquis" significa pertanto prendere l’UE così com’è. I paesi
candidati devono accettare l’"acquis" prima di aderire all’UE e recepire la
legislazione dell’UE nella rispettiva legislazione nazionale. Per maggiori
informazioni, consultare il glossario alla voce "Acquis
comunitario".
- Agenda:
- termine latino che significa letteralmente "cose
da farsi". Si usa normalmente nel senso di "lista di argomenti da discutere nel
corso di una riunione", ma nel linguaggio dei politici significa anche "cose che
intendiamo realizzare". L’"Agenda sociale" dell’UE, ad esempio, individua
gli obiettivi che l’Unione intende realizzare negli anni a venire nel campo
delle politiche sociali e dell’occupazione. Fa parte della stategia di Lisbona (cfr. punto successivo )
- Allargamento:
- dopo la firma dei Trattati di Roma, negli anni Cinquanta, l’UE contava solo sei Stati membri; oggi ne ha 27. L’adesione di nuovi Stati membri comporta un "allargamento" dell’UE:
- Anni ‘50Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi
- 1973Danimarca, Irlanda, Regno Unito
- 1981Grecia
- 1986Portogallo, Spagna
- 1995Austria, Finlandia e Svezia
- 2004Cipro, Estonia,
Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia,
Slovenia e Ungheria
- 2007Bulgaria e
Romania.
- Anno europeo di…
- ogni anno o due, l’UE o il Consiglio d’Europa
possono richiamare l’attenzione pubblica su un particolare tema europeo
organizzando una serie di iniziative speciali ad esso connesse. Il 2011 è stato proclamato “Anno europeo del volontariato”.
- Antitrust:
- l’UE intende garantire una concorrenza libera e
leale nel mercato interno, facendo in modo che le imprese si facciano
concorrenza e non concludano accordi fraudolenti. Per questo la normativa UE –
nota come "normativa antitrust" – vieta gli accordi che limitano la concorrenza
(come nel caso di accordi segreti tra imprese per praticare prezzi
artificialmente elevati), nonché gli abusi da parte di imprese che detengono una
posizione dominante sul mercato. La Commissione dispone di notevoli poteri di
repressione delle attività anticoncorrenziali, compreso quello di infliggere
ammende alle imprese ree di condotta anticompetitiva.
- Armonizzazione:
- tale termine può indicare l’allineamento
delle legislazioni nazionali, solitamente allo scopo di abolire le barriere
nazionali che ostacolano la libera circolazione di lavoratori, beni, servizi e
capitali. In altre parole, "armonizzare" significa far sì che, in merito ad una
questione specifica di competenza dell’UE, le norme stabilite da ciascuno Stato
membro impongano gli stessi obblighi ai cittadini dei restanti Stati membri e
che in ogni paese sussistano determinati obblighi minimi.
"Armonizzazione" può anche indicare il coordinamento delle norme
tecniche nazionali ai fini del libero scambio dei prodotti e dei servizi
nell’UE. Contrariamente ad un’opinione largamente diffusa, armonizzare
non vuol dire regolamentare ottusamente qualsiasi cosa, dalla curvatura
dei cetrioli al colore delle carote. Spesso significa, semplicemente,
che i paesi dell’UE riconoscono reciprocamente le rispettive norme di
sicurezza dei prodotti.
- Assorbimento (capacità di):
- con questo termine si indica
la capacità di un paese o di un organismo di utilizzare efficacemente gli aiuti
che riceve. I paesi in via di sviluppo ne sono spesso privi. Ad esempio: un
paese può ricevere fondi sufficienti per permettere a tutti i bambini di
frequentare la scuola elementare, ma a causa della carenza di insegnanti, della
mancanza di scuole e dell’inefficienza delle strutture amministrative, non è
possibile realizzare questo obiettivo nel breve termine. Prima di utilizzare i
finanziamenti occorre dunque provvedere alla formazione degli insegnanti, alla
costruzione delle scuole e al miglioramento dell’amministrazione sul piano
dell’efficienza - aumentando in tal modo la "capacità di assorbimento" del paese.
- Autorità competente:
- indica generalmente il dipartimento
governativo o qualsiasi altro organo responsabile per una particolare questione.
È "competente" nel senso che detiene i poteri e le responsabilità giuridiche.
- Benchmarking:
- con questo termine inglese si intende la
valutazione comparativa delle prestazioni e dei risultati di un paese, di
un’impresa o di un settore economico rispetto ad altri paesi, altre imprese,
altri settori ecc. Il "benchmark" è un insieme di valori presi come parametri di
riferimento per questa valutazione.
- "Bruxelles ha deciso…":
- il termine "Bruxelles" è
spesso utilizzato dai media con riferimento alle istituzioni dell’UE, situate
per la maggior parte nella città di Bruxelles. Le leggi dell’UE sono proposte
dalla Commissione europea ma a discutere, modificare e infine decidere se
adottare le leggi proposte sono il Consiglio dell’Unione europea (ovvero i
ministri dei governi nazionali) e il Parlamento europeo (eletto dai cittadini
europei).
- Capitali della cultura:
- ogni anno una o più città
europee sono designate “capitale europea della cultura”. L’obiettivo è di
pubblicizzare e celebrare le realizzazioni culturali e le attrattive di tali
città sensibilizzando maggiormente i cittadini europei al ricco patrimonio
culturale che condividono. Elenco delle capitali della cultura
.
- Clausola di rendez-vous:
- a volte, quando i leader dell’UE
discutono un importante atto giuridico, non riescono a raggiungere un accordo in
merito ad una questione specifica, nel qual caso possono decidere di
riesaminarla ad una data successiva. Tale decisione viene formalizzata
mettendola per iscritto e inserendola come clausola nell’atto in discussione.
Questo tipo di clausola viene talvolta detta "clausola di rendez-vous".
- Coesione:
- questo termine significa letteralmente "essere uniti".
L’espressione "promuovere la coesione sociale" significa che l’UE cerca di fare
in modo che ogni persona abbia una collocazione nella società, combattendo la
povertà, la disoccupazione e la discriminazione. Il bilancio dell’UE comprende
un "Fondo di coesione", utilizzato per finanziare i progetti che aiutano l’UE a
"essere più unita". Ad esempio, finanzia nuovi collegamenti su strada o rotaia
che aiutano le regioni svantaggiate a svolgere un ruolo attivo nell’economia
dell’UE.
- Comitatologia:
- il termine indica una procedura, nota più
correttamente come "procedura dei comitati". Descrive un processo in cui la
Commissione, nell’attuare la legislazione dell’UE, deve consultare alcuni
comitati consultivi speciali composti da esperti dei paesi dell’UE. Per saperne
di più, consultare il glossario.
- Competenze:
- termine del gergo europeo che indica "poteri e
responsabilità". Ricorre spesso nel dibattito politico su quali poteri, facoltà
e compiti debbano essere demandati alle istituzioni europee e quali invece siano
da lasciare alle autorità nazionali, regionali e locali.
- Conferenza intergovernativa (CIG):
- con tale termine si indica la
conferenza in cui si riuniscono i governi degli Stati membri dell’UE per
modificare i trattati dell’Unione europea.
- Consiglio:
- Sono tre gli organi europei contenenti nella
loro denominazione la parola "consiglio":
- Il Consiglio europeo:
- si tratta del consesso formato dai
capi di Stato e/o di governo (presidenti e/o primi ministri) di tutti i
paesi dell’UE più il presidente della Commissione europea. Il Consiglio
europeo si riunisce, di norma, quattro volte l’anno per discutere le
politiche europee nel loro insieme e per fare il punto della situazione.
Si tratta del massimo organo politico dell’Unione europea, motivo per
cui le sue riunioni vengono spesso denominate "vertici europei".
- Il Consiglio dell'Unione europea:
- noto in precedenza come
Consiglio dei Ministri, si tratta di un’istituzione composta dai
ministri dei governi di tutti i paesi dell’UE. Il Consiglio si riunisce
regolarmente per prendere decisioni su argomenti specifici e adottare le
leggi europee.
- Il Consiglio d'Europa:
- non è un’istituzione dell’UE, bensì
un’organizzazione intergovernativa con sede a Strasburgo che si propone
(tra i diversi obiettivi) di tutelare i diritti umani, promuovere la
diversità culturale in Europa e combattere problemi sociali quali la
xenofobia e l’intolleranza. Il Consiglio d’Europa è stato istituito nel
1949 ed annovera tra le sue prime realizzazioni l’adozione della
Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Onde consentire ai cittadini
di esercitare i diritti riconosciuti da questa Convenzione, è stata
istituita la Corte europea dei diritti dell’uomo.
- Convenzione:
- questo termine ha diversi significati, tra
cui (in ambito UE) quello di designare un gruppo di rappresentanti delle
istituzioni dell’UE e dei governi e dei parlamenti nazionali che si riuniscono
per redigere un documento importante. Convenzioni di questo tipo sono state
convocate per redigere la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea o nuovi trattati dell’UE.
- Cooperazione rafforzata:
- l’espressione si riferisce a un accordo
in base al quale un gruppo di paesi dell’UE possono cooperare in un particolare
settore anche se gli altri paesi dell’UE non possono o non vogliono prendervi
parte in una determinata fase. Resta inteso che gli altri Stati sono liberi di
subentrare in un momento successivo, se lo desiderano.
- Criteri di Copenaghen:
- nel giugno 1993, i leader dell’UE riuniti a
Copenaghen hanno stabilito tre criteri che qualsiasi "paese candidato" (cfr.
punto successivo) deve soddisfare per aderire all’Unione europea: in primo luogo,
deve avere istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo Stato di
diritto, i diritti umani ed il rispetto delle minoranze; in secondo luogo, deve
avere un’economia di mercato funzionante; infine, deve recepire nella sua
interezza l’"acquis comunitario" (cfr. punto precedente) e sostenere i diversi
obiettivi dell’Unione europea. Il paese deve essere altresì dotato di
un’amministrazione pubblica in grado di applicare e gestire a livello pratico la
legislazione dell’UE. L’UE si riserva il diritto di decidere quando un paese
candidato soddisfa questi criteri e quando l’UE è pronta ad accogliere il nuovo
Stato membro.
- Criteri di Maastricht:
- si tratta di cinque criteri per stabilire se
un paese dell’UE è pronto ad adottare l’euro. Essi riguardano:
- la stabilità dei prezzi:
- il tasso di inflazione non deve
superare di oltre 1,5 punti percentuali quello dei tre paesi dell’UE che
nell’anno precedente hanno registrato il tasso di inflazione più basso;
- il deficit di bilancio:
- (cfr. punto successivo): deve
essere generalmente inferiore al 3% del prodotto interno lordo (PIL);
- il debito:
- il debito pubblico non dovrebbe superare il 60%
del PIL; un paese con un livello di indebitamento più alto può tuttavia
ancora adottare l’euro purché il suo debito sia in costante diminuzione;
- i tassi di interesse:
- il tasso a lungo termine non deve
superare di oltre 2 punti percentuali quello dei tre paesi dell’UE che
nell’anno precedente hanno registrato il tasso di inflazione più basso;
- la stabilità del cambio:
- il tasso di cambio della moneta
nazionale deve essere rimasto per due anni entro determinati limiti di
fluttuazione prestabiliti.
Questi criteri sono stati fissati nel Trattato di Maastricht: da qui
il loro nome.
- Deficit democratico:
- il sistema decisionale dell’UE è spesso
accusato di essere troppo lontano dai comuni cittadini, che non riescono a
comprendere né la complessità, né i difficili testi giuridici. L’UE sta cercando
di colmare tale "deficit democratico" mediante una semplificazione giuridica,
una migliore informazione del pubblico e conferendo alla "società civile" (cfr.
punto successivo) un peso maggiore nell’elaborazione delle politiche europee. I
cittadini sono già rappresentati nel processo decisionale dell’UE dai membri del
Parlamento europeo da essi eletti.
Per saperne di più, consultare il "glossario".
- Deficit di bilancio:
- termine tecnico con cui si intende la
differenza negativa tra le entrate e le spese dello Stato.
- DG:
- il personale delle principali istituzioni europee (Commissione,
Consiglio e Parlamento) è suddiviso in dipartimenti distinti, conosciuti con il
nome di Direzioni Generali (DG), ciascuno dei quali è responsabile di compiti o
settori politici specifici. Il capo amministrativo della DG è conosciuto come
Direttore generale (termine anch’esso abbreviato, talvolta, in "DG").
- Dialogo con la società civile:
- questo termine fa riferimento alle
consultazioni con la "società civile" (cfr. punto successivo) che la Commissione
europea realizza quando elabora le sue proposte legislative. Si tratta di un
concetto più ampio rispetto a "dialogo sociale" (cfr. punto successivo).
- Dialogo sociale:
- questo termine indica le discussioni, i
negoziati e l’azione comune tra le "parti sociali" europee (cfr. punto
successivo) e le discussioni tra queste parti sociali e le istituzioni dell’UE.
Per saperne di più, consultare il glossario.
- Documento non ufficiale:
- si tratta di un documento non sottoposto ad una procedura formale di adozione (l’utilizzo non è limitato all’UE).
- EFTA:
- quest’abbreviazione (dalle iniziali del nome inglese:
European Free Trade Association) si usa anche in italiano per indicare l’Associazione
europea di libero scambio: un’organizzazione fondata nel 1960 per promuovere il
libero scambio tra i suoi Stati membri. In origine i paesi EFTA erano sette:
Austria, Danimarca, Norvegia, Portogallo, Regno Unito, Svezia e Svizzera. Si
sono poi aggiunti la Finlandia nel 1961, l’Islanda nel 1970 ed il Liechtenstein
nel 1991. Nel 1973, la Danimarca e il Regno Unito hanno abbandonato l’EFTA per
aderire alla "CEE" (cfr. punto precedente). Hanno seguito il loro esempio il
Portogallo nel 1986 e l’Austria, la Finlandia e la Svezia nel 1995. Oggi gli
Stati membri dell’EFTA sono
Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.
- ERASMUS:
- non si tratta di gergo europeo nell’accezione usuale del
termine. È infatti il nome di un programma (intitolato al grande umanista
europeo Erasmo da Rotterdam), avviato nel 1987, che l’UE sovvenziona nel settore
dell’istruzione. Sono oltre 1,5 milioni gli studenti che hanno finora
beneficiato dei sussidi forniti dal programma Erasmus, concepiti per consentire
agli studenti universitari di vivere e studiare in un paese straniero.
- Eurobarometro:
- è il nome con cui è noto il servizio della
Commissione, istituito nel 1973, che misura ed analizza le tendenze
dell’opinione pubblica in tutti gli Stati membri e nei paesi candidati. La
Commissione europea si basa molto sugli orientamenti dell’opinione pubblica per
elaborare le sue proposte legislative, come anche per prendere decisioni e
valutare il proprio operato.
Eurobarometro si avvale sia di sondaggi d’opinione che di gruppi di discussione
(focus groups). Per saperne di più, consultare il sito di Eurobarometro
.
- Eurocrate:
- il termine "eurocrati" (un calco della parola "burocrati")
viene usato con riferimento alle molte migliaia di cittadini dell’UE che
lavorano presso le istituzioni europee (Parlamento, Consiglio, Commissione).
- Eurolandia:
- è un nome di fantasia usato per designare quella che
ufficialmente si chiama “area dell’euro” (che alcuni chiamano anche “zona
euro”), ossia l’insieme degli Stati membri che hanno adottato l’euro come moneta.
Per ora tali paesi sono Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania,
Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e
Spagna.
- EUROPA:
- il termine non fa realmente parte del gergo europeo. È il
nome, proveniente dal greco antico e dal latino, che è stato scelto per il
sito
ufficiale dell’Unione europea. Il sito contiene numerose informazioni utili
sull’UE, regolarmente aggiornate, ed è disponibile in tutte le lingue ufficiali
dell’UE.
- Europa 2020:
- È il piano dell’Unione europea di creare occupazione e crescita negli anni fino al 2020. I leader politici dell’UE lo hanno stabilito nel 2010 quale quadro generale di un’ampia serie di iniziative. Esso prevede, tra l’altro, riforme relative al funzionamento dei mercati e maggiori investimenti nell’istruzione e nella ricerca. Secondo un noto slogan, Europa 2020 assicurerà all’Europa una “crescita intelligente” (basata sulla conoscenza e su nuove idee), una “crescita sostenibile” (basata sull’ecocompatibilità) e una “crescita inclusiva” (a favore anche dei cittadini e delle regioni più deboli).
- Euroscettici:
- tale termine viene spesso utilizzato per indicare
coloro che si oppongono all’integrazione europea o sono "scettici" nei confronti
dell’UE e dei suoi obiettivi.
- Eurotariffe:
- si tratta dei nuovi limiti imposti agli operatori di
telefonia mobile per le chiamate effettuate o ricevute in un paese dell’UE
diverso da quello di origine.
- Federalismo:
- in generale, questo termine indica un assetto
politico-istituzionale in cui più entità politiche, che conservano una loro
autonomia interna, sono riunite in un unico Stato che è il solo soggetto sovrano.
I fautori di questo sistema sono detti "federalisti".
Alcuni paesi del mondo – ad esempio Australia, Canada, Germania, Stati
Uniti d’America e Svizzera – hanno una struttura federale, nella quale
alcune questioni (come la politica estera) vengono decise a livello
federale, mentre altre rimangono di competenza dei singoli stati
federati. I modelli di Stato federale variano tuttavia da un paese
all’altro.
L’Unione europea non si fonda su nessuno di questi modelli: non è una
federazione di Stati bensì un’unione unica nel suo genere, nella quale
gli Stati membri conservano la propria indipendenza e sovranità pur
esercitando insieme la loro sovranità in molti settori di interesse
comune. Ciò conferisce loro un potere e un’influenza collettiva sul
palcoscenico mondiale che nessuno potrebbe avere singolarmente.
Una parte del dibattito sul futuro dell’Europa verte sull’opportunità
che l’UE si evolva in senso "federale".
- Flessicurezza:
- con questo neologismo si intende un modello di Stato assistenziale contemplante una politica del mercato del lavoro proattiva. Tale modello consiste in una combinazione di assunzioni e licenziamenti facili (flessibilità per i datori di lavoro) e benefici elevati e formazione per i disoccupati (sicurezza per i lavoratori). La Danimarca è a volte considerata il paese in cui è stato attuato un tale modello.
- Fortezza Europa:
- tale espressione viene spesso utilizzata per
indicare l’atteggiamento di chi vuole difendere l’Europa dalle influenze esterne,
soprattutto di ordine culturale. "Fortezza Europa" compare spesso nelle
discussioni sui regolamenti in materia di asilo e di immigrazione.
- Giornata dell’Europa (9 maggio):
- il 9 maggio 1950 Robert Schuman (all’epoca
ministro degli Esteri francese) tenne il famoso discorso in cui propose l’"integrazione
europea" (cfr. punto successivo) come metodo per assicurare la pace e
raggiungere la prosperità nell’Europa postbellica. Poiché le sue proposte hanno
posto le basi per l’attuale Unione europea, il 9 maggio si festeggia la Giornata
dell’Europa.
- Iniziativa dei cittadini:
- è il modo in cui i cittadini possono partecipare alle decisioni politiche dell’Unione europea. Si tratta di una particolare procedura che consente a 1 milione di cittadini appartenenti ad almeno sette paesi UE di firmare una proposta di legge europea. Nel caso, le istituzioni europee dovranno discutere e decidere in merito alla proposta. Ulteriori informazioni
- Integrazione europea:
- il termine si riferisce al ravvicinamento
tra i paesi e i popoli europei. In ambito UE "integrazione europea" significa
espressamente che i paesi mettono in comune le proprie risorse e prendono
insieme molte decisioni. Ciò avviene grazie all’interazione tra le istituzioni
europee (Parlamento, Consiglio, Commissione, ecc.).
- Intergovernativo:
- questo termine significa letteralmente "tra i governi". Si tratta del metodo tradizionale di cooperazione internazionale, diverso dal “metodo comunitario” (cfr. punto successivo) dominante nell’Unione europea. Vi sono ancora alcune decisioni, quali la sicurezza e la difesa, che vengono prese mediante un semplice accordo intergovernativo (ossia tramite un accordo tra i governi dei paesi dell’UE).
- Lingue ufficiali:
- dal 1° gennaio 2007 l’Unione europea conta 23
lingue ufficiali: il bulgaro, il ceco, il danese, l’estone, il finnico, il
francese, il greco, l’inglese, l’irlandese, l’italiano, il lettone, il lituano,
il maltese, l’olandese, il polacco, il portoghese, il rumeno, lo slovacco, lo
sloveno, lo spagnolo, lo svedese, il tedesco e l’ungherese. .
La legislazione dell’UE è pubblicata in tutte le lingue ufficiali e i
cittadini possono usare una qualsiasi di queste lingue per rivolgersi
alle istituzioni dell’UE. In Europa si parlano ovviamente molte altre
lingue oltre a quelle ufficiali dell’UE e questa varietà di lingue
nazionali e regionali è motivo di orgoglio per gli europei, in quanto
parte importante del loro ricco patrimonio culturale. La Commissione
europea ha avviato programmi per promuovere l’apprendimento delle lingue
e la diversità linguistica.
- Mainstreaming:
- termine inglese che significa "fare in modo che un
certo fattore venga tenuto presente in tutte le politiche dell’UE". Ad esempio:
ogni decisione relativa ad una politica comunitaria deve tenere conto del
possibile impatto che può determinare sull’ambiente – in altre parole, si
procede al "mainstreaming" delle problematiche ambientali.
- Mercato comune:
- al momento della sua fondazione nel 1957, la "CEE"
(cfr. punto precedente) si proponeva l’obiettivo di un "mercato comune", ossia
di uno spazio all’interno del quale le persone, i beni ed i servizi potessero
circolare liberamente tra i vari Stati membri come se fossero un unico paese,
senza controlli alle frontiere e senza pagare dazi doganali. La realizzazione di
questo obiettivo è stata tutt’altro che immediata: i dazi doganali tra i paesi
della CEE sono stati definitivamente aboliti soltanto il 1° luglio 1968. Anche
altre barriere al commercio sono state difficili da rimuovere, tant’è che solo
alla fine del 1992 si è potuta proclamare la realizzazione del "mercato unico"
(come era stato nel frattempo ribattezzato).
- Metodo comunitario:
- si tratta del metodo normalmente utilizzato
dall’UE per legiferare: la Commissione presenta una proposta al Consiglio e al
Parlamento, che la discutono, propongono emendamenti e infine la adottano,
facendone un atto legislativo dell’UE. Durante questo processo vengono spesso
consultati altri organi, quali il Comitato economico e sociale europeo e il
Comitato delle regioni. Questo è tra l’altro in contrasto con la cooperazione intergovernativa (cfr. punto precedente).
- Metodo di coordinamento aperto:
- in molti settori politici (ad
esempio istruzione e formazione, pensioni e assistenza sanitaria, immigrazione e
asilo), i governi dell’UE fissano le proprie politiche nazionali anziché
applicare una legislazione unica in tutta l’UE. È opportuno tuttavia che i
governi condividano le informazioni, adottino le "migliori prassi" (cfr. punto
successivo) e facciano convergere le loro politiche nazionali. Questo metodo di
apprendimento reciproco è chiamato "metodo di coordinamento aperto".
- Migliori prassi (o pratiche):
- un modo per migliorare le politiche
nell’UE è quello di vedere cosa fanno gli altri paesi dell’UE per scoprire dove
il sistema funziona meglio. Gli altri paesi possono allora adottare questa
"migliore prassi" adattandola alle proprie realtà nazionali e locali.
- PAC :
- la politica agricola comune (PAC) fu creata nel 1960 per far sì che l’Europa potesse coprire il proprio fabbisogno di prodotti alimentari a prezzi accessibili. L’agricoltura è ancora uno dei maggiori settori di cui si occupa l’UE.
- Padri fondatori:
- negli anni successivi alla seconda guerra
mondiale, personalità di spicco quali Jean Monnet e Robert Schuman sognavano di
unire i popoli d’Europa all’insegna di una pace duratura e dell’amicizia – sogno
destinato a realizzarsi nel corso dei cinquant’anni successivi che hanno portato
all’attuale Unione europea. Per questo essi vengono chiamati i "padri fondatori"
dell’Unione europea.
- Paese candidato:
- un paese che ha presentato domanda di adesione all’Unione europea e che è stato ufficialmente accettato come paese candidato all’adesione all’"Unione europea". Al momento sono cinque i paesi candidati: la Croazia, la ex Repubblica iugoslava di Macedonia, l’islanda, il Montenegro e la Turchia. Prima di poter entrare a far parte dell’UE un paese candidato deve soddisfare i "criteri di Copenaghen" (cfr. punto precedente).
- Paese che ha presentato domanda di adesione:
- un paese che ha chiesto di aderire all’Unione europea. Non appena la domanda viene formalmente accettata, si parla di "paese candidato" (cfr. punto precedente) all’adesione.
Per saperne di più, consultare il glossario.
- Paese terzo:
- con questo termine si indica semplicemente un paese
che non fa parte dell’Unione europea. Il suo significato risulta chiaro se si
pensa ad una situazione in cui sono in gioco le relazioni tra due Stati membri
dell’UE e un paese (che è allora, letteralmente, un "terzo paese") non facente
parte dell’UE.
- Parti sociali:
- termine che si riferisce alle due parti
dell’industria: datori di lavoro e lavoratori. A livello UE sono rappresentati
da tre grandi organizzazioni:
- la Confederazione europea dei sindacati (CES), che rappresenta i lavoratori;
- l’Unione delle confederazioni delle industrie della Comunità europea (UNICE) che rappresenta
i datori di lavoro del settore privato;
- il Centro europeo delle imprese pubbliche (CEIP), che rappresenta
i datori di lavoro del settore
pubblico.
La Commissione europea li consulta al momento di elaborare proposte
legislative di carattere occupazionale o sociale.
Per saperne di più, consultare il glossario.
- Politica di vicinato:
- La
politica europea di vicinato
(PEV) è stata elaborata nell’ambito dell’allargamento dell’UE del 2004 con l’obiettivo di evitare nuove linee di divisione tra l’UE allargata e i paesi limitrofi, rafforzando invece la stabilità, la sicurezza e il benessere di tutti. La PEV si fonda su valori comuni, quali democrazia, diritti umani, Stato di diritto, buon governo, principi dell’economia di mercato e sviluppo sostenibile. La misura in cui tali valori sono condivisi è pari al grado di ambizione della relazione tra l’UE e gli Stati vicini. Un aspetto fondamentale della PEV è costituito dai piani d’azione bilaterali tra l’UE e ogni singolo paese, che fissano priorità di riforme politiche ed economiche a breve e medio termine.
- Prospettive finanziarie:
- il termine "prospettive" in questa
espressione significa in realtà "programma". L’UE deve programmare le sue
attività con largo anticipo ed essere sicura di avere risorse finanziarie
sufficienti per ciò che intende fare. Le sue principali istituzioni (Parlamento,
Consiglio e Commissione) devono quindi mettersi d’accordo in anticipo sulle
priorità per gli anni futuri e preparare un programma di spesa definito
"prospettive finanziarie". Le prospettive finanziarie indicano l’importo massimo
che l’UE può spendere, suddiviso per i vari settori.
In un mondo in cui i costi tendono a crescere continuamente, le
prospettive finanziarie mirano a tenere sotto controllo le spese dell’UE.
- Quattro libertà:
- una delle maggiori realizzazioni dell’UE è stata
la creazione di uno spazio in cui cittadini, beni, servizi e capitali potessero
circolare liberamente. Spesso si fa riferimento a tale quadruplice libertà di
circolazione come alle "quattro libertà".
- SEE:
- quest’abbreviazione indica lo Spazio economico europeo –
costituito da tutti i paesi dell’Unione europea e dell’"EFTA" (cfr. punto
precedente) esclusa la Svizzera. L’Accordo SEE, entrato in vigore il 1° gennaio
1994, consente ad Islanda, Liechtenstein e Norvegia di godere dei benefici del
mercato unico dell’UE pur non appartenendo all’UE.
- Semestre:
- Il “semestre europeo” è il modo in cui i paesi dell’Unione europea collaborano in materia di politica economica. Il nome è dovuto al fatto che si tratta di una procedura della durata di sei mesi, che si svolge durante la prima metà di ogni anno, a cominciare dal 2011. Dopo una discussione iniziale sull’andamento economico, ciascun paese dell’UE presenta i propri piani relativi al bilancio e alle politiche nazionali volti a favorire la crescita economica, successivamente vengono decisi gli orientamenti.
- Società civile:
- con questo termine si designa l’insieme delle
organizzazioni e associazioni che non fanno parte del mondo della politica ma
rappresentano il mondo del lavoro, gruppi che condividono un medesimo interesse
o settori della società. Ne fanno parte, ad esempio, i sindacati, le
associazioni professionali, le associazioni dei datori di lavoro, le
associazioni per la difesa dell’ambiente, le organizzazioni che rappresentano le
donne, gli agricoltori, i disabili, ecc. Poiché queste organizzazioni dispongono
di esperienze e competenze preziose nei rispettivi settori di attività e possono
contribuire all’attuazione e al monitoraggio delle politiche dell’Unione europea,
l’UE consulta regolarmente la società civile e intende coinvolgerla ancora di
più nel processo di elaborazione delle politiche comunitarie.
- Sovranazionale:
- letteralmente questo termine significa "ad un
livello superiore rispetto ai governi nazionali", differenziandosi così da
"intergovernativo" (cfr. punto precedente) che significa invece "tra i governi".
Molte decisioni dell’UE vengono prese a livello "sovranazionale", nel senso che
vedono la partecipazione delle istituzioni dell’UE a cui i paesi membri hanno
delegato alcuni dei poteri decisionali. Da non confondersi con il termine
"transnazionale" (cfr. punto successivo).
- Stakeholder:
- tutte le persone e organizzazioni coinvolte nelle
norme e politiche dell’UE o da esse interessate. La Commissione europea consulta
la cerchia più ampia possibile di "stakeholder" prima di proporre nuovi atti
legislativi e nuove iniziative politiche – una prassi molto valorizzata.
- Stati membri:
- i paesi facenti parte di un’organizzazione
internazionale ne sono gli "Stati membri", termine che si usa spesso anche per
indicare i governi di questi paesi.
Dal 1° gennaio 2007 gli Stati membri dell’Unione europea sono: Austria,
Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia,
Germania, Grecia, Spagna, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania,
Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito,
Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria. Per
conoscere l’anno in cui hanno aderito all’UE, cfr. il punto precedente "allargamento".
- Strasburgo:
- a Strasburgo, città francese vicina al confine con la
Germania, si svolgono per una settimana al mese le sessioni plenarie del
Parlamento europeo. La città ospita anche la Corte europea dei diritti dell’uomo
e il Consiglio d’Europa che non sono istituzioni dell’UE. Il termine
"Strasburgo" è talvolta utilizzato dai media per indicare l’una o l’altra di
tali istituzioni.
- Sussidiarietà:
- il "principio di sussidiarietà" implica che le
decisioni dell’UE devono essere prese il più possibile a contatto con i
cittadini. In altre parole, l’Unione prende iniziative (tranne che nei settori
in cui è l’unica responsabile) solo se la sua azione è più efficace di quella
presa a livello nazionale, regionale o locale.
- Transnazionale:
- questo termine viene spesso utilizzato per
indicare la collaborazione tra imprese o organizzazioni che hanno sede in Stati
membri diversi. Uno degli obiettivi dell’UE consiste per l’appunto
nell’incoraggiare la collaborazione "transnazionale" (o "transfrontaliera").
- Trasparenza:
- il termine "trasparenza" è spesso utilizzato per
indicare l’apertura che contraddistingue le attività delle istituzioni dell’UE,
che si sono impegnate ad agire con la massima chiarezza prendendo misure per
migliorare l’accesso del pubblico alle informazioni e per realizzare documenti
più chiari e leggibili. Ciò riguarda anche la redazione delle leggi e, in
ultimo, di un Trattato di riforma unico, più breve e più semplice.
- Trattato di Lisbona:
- è il trattato dell’Unione europea attualmente in vigore. Il trattato è stato firmato il 13 dicembre 2007 a Lisbona, in Portogallo, che in quel periodo presiedeva il Consiglio dell’UE. Esso è entrato in vigore il 1º dicembre 2009. In sostanza, il trattato di Lisbona consiste in una serie di modifiche apportate agli articoli del trattato precedente. Per leggere il trattato dell’UE occorre leggere i “trattati consolidati”, ovvero un testo che contiene le norme vigenti in questo momento, a prescindere da come siano cambiate rispetto alla versione precedente. “Trattati” è usato al plurale perché le norme contenute nel trattato di Lisbona sono divise in due parti: il “trattato sull’Unione europea”, che contiene i principi in generale, e il “trattato sul funzionamento dell’Unione europea”, che contiene maggiori dettagli sul suo funzionamento.
- Unanimità:
- Nel prendere decisioni su alcune questioni, il
Consiglio dell’Unione europea deve trovarsi in una posizione di accordo unanime:
tutti i paesi devono cioè essere d’accordo. Il veto anche di un solo paese
bloccherebbe la decisione, il che renderebbe molto difficile garantire il
funzionamento di un’Unione europea di 27 paesi. La regola dell’unanimità si
applica pertanto soltanto in settori particolarmente delicati, come asilo,
fiscalità e politica estera e di sicurezza comune. Per la stragrande maggioranza
dei settori, le decisioni vengono ora prese con "voto a maggioranza qualificata"
(cfr. punto successivo). Per saperne di più, consultare il glossario.
- Vertice:
- le riunioni del "Consiglio europeo" (cfr. punto
precedente) sono spesso denominate "vertici" europei (o dell’UE) perché vi si
incontrano i capi di Stato e di governo dell’UE. Alcuni paesi sono rappresentati
dal presidente del Consiglio (o primo ministro), altri dal presidente della
Repubblica, altri ancora da entrambi. Tutto dipende dal ruolo che la
Costituzione di ciascun paese assegna alle più alte cariche dello Stato.
- Voto a maggioranza qualificata:
- Per la quasi totalità delle
questioni, il Consiglio dell’Unione europea prende decisioni con una votazione.
Ogni paese possiede un certo numero di voti, sostanzialmente proporzionali al
numero di abitanti. Il numero di voti per paese è il seguente:
| Francia,
Germania, Italia e Regno Unito | 29 |
| Polonia e Spagna | 27 |
| Romania | 14 |
| Paesi Bassi | 13 |
| Belgio, Grecia, Portogallo, Repubblica ceca
e Ungheria | 12 |
| Austria, Bulgaria e Svezia | 10 |
| Danimarca, Finlandia, Irlanda, Lituania e
Slovacchia | 7 |
| Cipro, Estonia, Lettonia, Lussemburgo e
Slovenia | 4 |
| Malta | 3 |
Numero totale dei voti | 345 |
La maggioranza qualificata si ottiene
- con l’approvazione della maggioranza degli Stati membri (in alcuni casi
maggioranza di due terzi);
- con un minimo di 255 voti a favore – ovvero il 73,9% del totale.
Uno Stato membro può chiedere inoltre conferma che i paesi a favore rappresentino almeno il 62% della popolazione dell’UE. Se così non fosse, la decisione non verrebbe adottata.
Per ulteriori chiarimenti sul voto a maggioranza qualificata, vi invitiamo a consultare
il glossario.
- Zona di libero scambio:
- un gruppo di paesi che, nei rapporti
reciproci, hanno soppresso le barriere commerciali, come dazi e contingenti d’importazione.
Nel mondo esistono diverse zone di libero scambio, ad esempio Mercosur
nell’America del Sud, NAFTA nell’America del Nord, EFTA in Europa. Anche l’Unione
europea è una zona di libero scambio, ma è molto di più: si fonda infatti
sull’obiettivo di integrazione economica e politica, con decisioni prese in
comune in molti settori politici.
- Zona Schengen (= area Schengen, paesi Schengen):
- nel 1985, cinque
paesi dell’UE (Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi) hanno
deciso di abolire tutti i controlli sui cittadini alle frontiere interne. Ciò ha
portato alla creazione di un territorio senza frontiere interne, la cosiddetta
zona Schengen (che prende il nome dalla città lussemburghese in cui è
stato firmato l’accordo).
I paesi Schengen hanno introdotto una politica
comune in materia di visti per l’intera zona e hanno deciso di realizzare
controlli efficaci alle loro frontiere esterne. Eventuali controlli alle
frontiere interne possono essere effettuati per periodi di tempo limitati,
nel caso in cui motivi di ordine pubblico o di sicurezza nazionale lo rendessero
necessario. La zona Schengen si è gradualmente estesa, fino a comprendere quasi tutti i paesi dell’UE oltre ad Islanda, Norvegia e Svizzera, e l’accordo è diventato parte integrante dei trattati dell’UE. Irlanda e Regno Unito hanno scelto tuttavia di non aderire agli accordi relativi ai controlli alle frontiere e ai visti, e la Bulgaria, Cipro e la Romania non sono paesi Schengen.
Per saperne di più, cliccare qui.
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