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L'UE in sintesi

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L'Europa dei cittadini
  • Grazie all'Unione europea i cittadini degli Stati membri possono viaggiare, vivere e lavorare ovunque in Europa.
  • Nella vita quotidiana l'Unione promuove e finanzia programmi che avvicinano i suoi cittadini, soprattutto nel campo dell'istruzione e della cultura.
  • Il sentimento di appartenenza all'Unione europea si svilupperà gradualmente, grazie ai suoi risultati concreti e ai suoi successi.
  • Esistono già alcuni simboli di un'identità europea comune: il più importante è la moneta unica, l'euro, ma non bisogna dimenticare la bandiera dell'UE e l'inno europeo.

 

I. Viaggiare, vivere e lavorare in Europa

Il primo diritto del cittadino europeo è quello di circolare liberamente, lavorare e risiedere English ovunque nell'Unione, diritto che il trattato di Maastricht sancisce nel capitolo sulla cittadinanza.

L'UE ha adottato una direttiva che stabilisce un sistema di riconoscimento reciproco dei diplomi di istruzione superiore. Essa si applica a tutti i corsi universitari di una durata minima di tre anni e si basa sul principio della fiducia reciproca nella validità dei sistemi nazionali di istruzione e formazione.

Ad esclusione dei settori che implicano l'esercizio di prerogative dei poteri pubblici (polizia, esercito, affari esteri, ecc.), i servizi sanitari, l'istruzione e altri servizi pubblici sono aperti ai cittadini di qualsiasi paese dell'Unione. Cosa c'è di più naturale che assumere un teacher britannico per insegnare l'inglese a studenti di Roma o per un giovane laureato belga tentare un concorso per entrare nell'amministrazione francese?

Dal 2004 i cittadini europei che viaggiano nell'UE possono ottenere dalle autorità nazionali una tessera sanitaria europea, che contribuisce a coprire i costi dell'assistenza medica in caso di malattia in un altro paese.

II. Come esercitare i propri diritti di cittadino

Gli Europei non sono solo dei consumatori o degli attori della vita economica e sociale, ma sono anche cittadini dell'Unione europea e come tali godono di diritti politici specifici. Grazie al trattato di Maastricht ogni cittadino dell'Unione, indipendentemente dalla sua nazionalità, ha il diritto di voto e il diritto di candidarsi alle elezioni comunali dello Stato membro in cui risiede e alleelezioni del Parlamento europeo .

In questo modo l'UE si avvicina maggiormente ai suoi cittadini. Il principio della cittadinanza dell'Unione è sancito dal trattato che stabilisce: "È cittadino dell'Unione chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro. La cittadinanza dell'Unione costituisce un complemento della cittadinanza nazionale e non sostituisce quest'ultima".

III. Diritti fondamentali

Il trattato di Amsterdam, entrato in vigore nel 1999, ha rafforzato i diritti fondamentali. Esso instaura un meccanismo per la sospensione dei diritti dello Stato membro che viola i diritti fondamentali dei suoi cittadini. Sempre ad Amsterdam si è voluto estendere il principio della non discriminazione applicandolo, oltre alla nazionalità, al sesso, alla razza, alla religione, all'età e alle tendenze sessuali.

In ultimo, il trattato di Amsterdam ha migliorato la politica di trasparenza dell'Unione e le condizioni di accesso ai documenti ufficiali delle istituzioni europee.

L'impegno dell'Unione europea a favore dei diritti dei suoi cittadini trova conferma a Nizza, nel dicembre 2000, con la proclamazione solenne della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europeaEnglishFrançais . Ha elaborato la carta una convenzione composta da parlamentari europei e nazionali, rappresentanti dei governi nazionali e da un membro della Commissione europea. Sotto sei rubriche (Dignità, Libertà, Uguaglianza, Solidarietà, Cittadinanza, Giustizia), i 54 articoli della carta definiscono i valori fondamentali dell'Unione europea e i diritti civili, politici, economici e sociali dei suoi cittadini.

I primi articoli riguardano la dignità umana, il diritto alla vita e all'integrità della persona, la libertà di espressione e di coscienza. Il capitolo sulla solidarietà costituisce un'innovazione in quanto incorpora diritti economici e sociali come:

  • il diritto di sciopero;
  • il diritto dei lavoratori all'informazione e alla consultazione;
  • il diritto di conciliare vita familiare e vita professionale;
  • il diritto all'assistenza sanitaria, alle prestazioni di sicurezza sociale e all'assistenza sociale in tutta l'Unione.

La Carta promuove l'uguaglianza fra uomini e donne e introduce diritti come la protezione dei dati, il divieto delle pratiche eugenetiche e della clonazione riproduttiva degli esseri umani, la tutela dell'ambiente, i diritti del bambino e degli anziani, il diritto a una buona amministrazione.

IV. L'Europa dell'istruzione e della cultura

Il senso di appartenere ad una collettività e di condividere lo stesso destino non può essere creato artificialmente, ma può derivare solo da una coscienza culturale comune che l'Europa ha ormai il dovere di coltivare alla stessa stregua della dimensione economica.

I programmi di istruzione e formazione dell'Unione europea concorrono a tale obiettivo. Essi promuovono scambi che permettono agli studenti di andare all'estero, di partecipare ad attività scolastiche transnazionali, di imparare nuove lingue ecc. L'organizzazione delle scuole e dell'insegnamento, come pure l'esatto contenuto dei programmi di studio, sono ancora decisi a livello locale o nazionale.

Settore

Titolo del programma UE

Obiettivi

Istruzione scolastica

Comenius

Partecipazione del 5% di allievi di istituti scolastici dell'Unione europea ad attività educative comuni.

Istruzione superiore

Erasmus

A tre milioni di studenti è offerta la possibilità di studiare in università straniere.

Formazione professionale

Leonardo da Vinci

Ogni anno 80 000 persone partecipano a tirocini in imprese o centri di formazione di un altro paese europeo.

Istruzione degli adulti

Grundtvig

Ogni anno 7 000 persone hanno la possibilità di partecipare ad attività educative all'estero.

Studi sull'integrazione europea

Azione Jean Monnet

Sostegno alla ricerca e all'insegnamento universitario sull'integrazione europea.


Programmi dell'UE per l'apprendimento permanente: stime per il periodo di programmazione 2007-13

In ambito culturale i programmi "Cultura" e "Media" incoraggiano la cooperazione fra autori, promotori, emittenti e artisti di diversi paesi. Essi contribuiscono alla produzione di un maggior numero di programmi televisivi e di film europei, ristabilendo quindi un equilibrio fra prodotti europei e statunitensi.

V. Il mediatore europeo e il diritto di petizione

Affinché l'Unione europea sia più vicina ai suoi cittadini, il trattato sull'Unione europea ha creato una nuova figura: il mediatore europeo. Eletto dal Parlamento europeo per la durata della legislatura, il mediatore europeo riceve le denunce contro gli organi e le istituzioni dell'UE. Può ricorrere al mediatore qualsiasi cittadino dell'Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro. Il mediatore si adopera per giungere a una soluzione amichevole.

Anche il diritto di ogni persona che risiede in uno Stato membro dell'UE di presentare una petizione al Parlamento europeo avvicina le istituzioni europee ai cittadini.

VI. La partecipazione dei cittadini

L'idea di un'Europa dei cittadini è alquanto nuova. Ad essa contribuisce una serie di simboli di una comune identità europea quali il passaporto europeo (introdotto nel 1985), l'inno europeo ("L'inno alla gioia" di Ludwig van Beethoven) e la bandiera europea (un cerchio di 12 stelle dorate su sfondo blu). La patente europea viene rilasciata in tutti gli Stati membri dal 1996. L'UE ha adottato il motto "Unità nella diversità" e il 9 maggio si celebra la giornata dell'Europa.

Dal 1979 l'elezione del Parlamento europeo a suffragio universale diretto ha conferito una maggiore legittimità democratica al processo di integrazione europea, collegandolo direttamente alla volontà popolare. La dimensione democratica dell'Europa potrebbe ulteriormente rafforzarsi con l'ampliamento del ruolo del Parlamento, la creazione di veri e propri partiti politici europei e un maggiore coinvolgimento dei cittadini al processo decisionale dell'UE attraverso le organizzazioni non governative e altre associazioni.

La messa in circolazione, nel 2002, delle monete e dei biglietti in euro ha avuto un impatto psicologico decisivo. Il fatto che i prezzi dei beni e dei servizi siano fissati in euro, utilizzato ora da più dei due terzi della popolazione dell'UE, significa che i consumatori sono in grado di confrontare direttamente i prezzi da un paese all'altro. L'abolizione dei controlli alle frontiere fra i paesi che hanno sottoscritto l'accordo di Schengen (cui dovrebbero aderire progressivamente tutti gli Stati membri) contribuisce a far crescere nei cittadini europei il sentimento di appartenere ad uno spazio geografico unificato.

"Noi non coalizziamo Stati, ma uniamo uomini" scriveva Jean Monnet nel 1952. L'adesione dell'opinione pubblica all'idea dell'Europa e la partecipazione dei cittadini alle sue attività restano fra le maggiori sfide che devono affrontare le istituzioni europee.

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