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L'UE in sintesi

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L'Unione economica e monetaria (UEM) e l'euro
  • L'euro è la moneta unica dell'Unione europea. Dodici degli allora quindici Stati membri dell'Unione lo hanno adottato per le operazioni non in contanti dal 1999 e per tutti i pagamenti dal 2002, quando sono entrati in circolazione le monete e i biglietti in euro.
  • Tre paesi (Danimarca, Svezia e Regno Unito) non hanno preso parte a questa unione monetaria.
  • I nuovi Stati membri si stanno preparando ad entrare nell'area dell'euro non appena saranno in grado di soddisfare i criteri necessari.
  • Parallelamente all'obiettivo della stabilità monetaria, di competenza della Banca centrale europea, gli Stati membri perseguono gli obiettivi di una crescita più sostenuta e della convergenza economica.

 

I. Le fasi storiche della cooperazione monetaria

(a) Il sistema monetario europeo (SME)

In seguito alla decisione degli Stati Uniti nel 1971 di abolire il rapporto fisso fra il dollaro e il prezzo ufficiale dell'oro, che aveva consentito di mantenere la stabilità monetaria dalla Seconda guerra mondiale in poi, termina il sistema dei tassi di cambio fissi. Nella prospettiva della creazione di un'unione monetaria, gli Stati membri dell'UE decidono di ridurre al 2,25% i margini di oscillazione fra le valute europee grazie ad un intervento concertato sui mercati valutari.

Questo porta alla creazione del sistema monetario europeo (SME), entrato in vigore nel marzo 1979, le cui principali caratteristiche sono:

  • una moneta di riferimento, l'ecu, che è un "paniere" costituito da tutte le valute degli Stati membri;
  • un meccanismo di cambio: il tasso di cambio di ogni valuta è legato all'ecu e nei tassi di cambio bilaterali sono consentiti margini di oscillazione del 2,25%;
  • un meccanismo di credito: ogni Stato membro trasferisce a un fondo comune il 20% delle sue riserve in valuta e in oro.

Mercato di Lubiana © Getty images
I commercianti del mercato di Lubiana hanno sostituito il tallero sloveno
con l'euro a partire dal 1° gennaio 2007.

(b) Dallo SME all'UEM

Il sistema monetario europeo ha avuto una storia contrastata. Nel 1992, in seguito alla riunificazione della Germania e all'intensificarsi delle pressioni valutarie in Europa, la lira italiana e la sterlina britannica escono dallo SME. Nell'agosto 1993 i paesi dello SME decidono di estendere provvisoriamente i margini di oscillazione al 15%. Nel frattempo, allo scopo di evitare forti fluttuazioni dei tassi di cambio fra le monete europee e di eliminare le svalutazioni competitive, i governi dell'UE decidono di rilanciare il progetto di una vera e propria unione monetaria e di introdurre una moneta unica.

Al Consiglio europeo di Madrid del giugno 1989 i dirigenti dell'Unione adottano un piano in tre fasi per un'unione economica e monetaria. Tale piano viene integrato nel trattato di Maastricht sull'Unione europea adottato dal Consiglio europeo nel dicembre 1991.

II. L'unione economica e monetaria (UEM)

(a) Le tre fasi

La prima fase, che ha avuto inizio il 1° luglio 1990, prevede:

  • la libertà totale di circolazione dei capitali all'interno dell'Unione (abolizione del controllo sui cambi);
  • l'aumento delle risorse destinate a correggere gli squilibri fra le regioni europee (Fondi strutturali);
  • la convergenza economica, grazie al controllo multilaterale delle politiche economiche degli Stati membri.

La seconda fase, che ha avuto inizio il 1° gennaio 1994, prevede:

  • la creazione dell'Istituto monetario europeo (IME), con sede a Francoforte, composto dai governatori delle banche centrali dei paesi dell'UE;
  • l'indipendenza delle banche centrali nazionali;
  • l'introduzione di norme per ridurre i deficit di bilancio.

La terza fase è rappresentata dalla nascita dell'euro. Il 1° gennaio 1999 undici paesi adottano l'euro che diventa la moneta comune di Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna (seguiti dalla Grecia il 1° gennaio 2001). La Banca centrale europea (BCE) subentra all'IME e diventa responsabile della politica monetaria dell'Unione, che è definita e attuata in euro.

Il 1° gennaio 2002 vengono messi in circolazione i biglietti e le monete in euro nei 12 paesi dell'area dell'euro. Le monete nazionali vengono ritirate due mesi più tardi. Da allora, per tutte le operazioni in contanti e non, solo l'euro può essere utilizzato nei paesi di "Eurolandia", che rappresentano più dei due terzi della popolazione dell'Unione europea.

(b) I criteri di convergenza

Per passare alla terza fase ogni paese dell'UE deve soddisfare i cinque criteri di convergenza, che sono:

  • stabilità dei prezzi: il tasso di inflazione non può superare di più dell'1,5% la media dei tre Stati membri con l'inflazione più bassa;
  • tassi di interesse: i tassi di interesse a lungo termine non possono variare di più del 2% rispetto alla media dei tre Stati membri con i tassi di interesse più bassi;
  • deficit: il deficit di bilancio deve essere inferiore al 3% del PIL;
  • debito pubblico: non può superare il 60% del PIL;
  • stabilità dei cambi: i tassi di cambio devono aver rispettato i limiti di fluttuazione per almeno due anni.

Banconote e monete in euro © Van Parys Media
L'euro: la moneta comune per oltre 310 milioni di persone nell'UE.

(c) Il patto di stabilità e di crescita

Nel giugno 1997 il Consiglio europeo adotta il patto di stabilità e di crescita, che è un impegno permanente di stabilità di bilancio e permette di imporre penali ai paesi dell'area dell'euro il cui deficit supera il 3%. Il patto, giudicato troppo severo, è stato riformato nel marzo 2005.

(d) L'Eurogruppo

L'Eurogruppo è la riunione informale dei ministri dell'economia e delle finanze degli Stati membri dell'area dell'euro. Tali riunioni hanno lo scopo di garantire un migliore coordinamento delle politiche economiche e il controllo delle politiche finanziarie e di bilancio di tali paesi, oltre a quello di rappresentare l'euro nelle istituzioni monetarie internazionali.

(e) I nuovi Stati membri e l'UEM

Tutti i nuovi Stati membri dell'UE adotteranno l'euro non appena saranno in grado di soddisfare i criteri stabiliti. Tra i paesi dell'allargamento del 2004 la Slovenia è stato il primo a soddisfarli, entrando così a far parte dell'area dell'euro nel 2007, seguita da Cipro e Malta nel 2008 e dalla Slovacchia nel 2009.

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